“Requiem di Ferragosto” di Paola Di Simone, Ianieri Edizioni. Un giallo a ritmo calibrato dove nulla è davvero come appare
Di Alessandra Sigillo
Requiem di Ferragosto di Paola Di Simone, Ianieri Edizioni, è un romanzo che si insinua nella pelle del lettore fin dalle prime pagine. La storia si muove attorno a un Ferragosto ordinario o come lo chiamerebbero i siciliani un Riustu, destinato però a trasformarsi in qualcosa di molto oscuro. La morte di un musicista di fama, Giorgio Borghi, romperà questo equilibrio, una vita di successi e di apparenza si rivelerà velata da una patina di triste solitudine.
Il personaggio principale, Margherita, la biologa della Scientifica, è fragile ma determinata o, come direbbe l’autrice, «anche il proprio aspetto, e la poliziotta lo sapeva, risultava rassicurante: i suoi occhi verdissimi, i capelli sciolti e ribelli, l’avevano sempre fatta assomigliare a tutto fuorché a una poliziotta che potesse incutere terrore».
Margherita, segnata da un passato che continua a riaffiorare, diventa il punto di accesso a un mondo fatto di ambiguità e tensioni interiori. La sua evoluzione è uno degli elementi più riusciti del romanzo, perché si intreccia perfettamente con il mistero che la circonda.
La scrittura di Paola Di Simone è intensa, capace di creare immagini vivide e atmosfere sospese. Lo stile è fluido, mai banale, con una cura particolare per i dettagli psicologici e per i silenzi che spesso parlano più delle parole.
Un romanzo che non punta solo a sorprendere, ma a inquietare e far riflettere, lasciando nel lettore una sensazione di trepidazione anche dopo l’ultima pagina.
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