Dopo anni di
impegno civile, Patrizia Villa apre una nuova stagione creativa con lo
pseudonimo di Pat Villa e approda alla narrativa con il suo primo
romanzo Molto e molto poco, Giuseppe de Nicola Editore.
Ambientato nella Livorno del secondo Dopoguerra, il libro racconta una città che rinasce dalle macerie attraverso la vicenda di Giorgio Morandi, giovane diviso tra una vita che lo soffoca e il sogno dell’America. La fuga oltreoceano sembra offrirgli una nuova possibilità, ma il ritorno in Italia e l’incontro con la figlia mai conosciuta incrinano le certezze costruite negli anni. Ne emerge una storia intensa, sospesa tra memoria, rimozione e contraddizioni dell’amore paterno.
Con la
prefazione del Sindaco di Livorno, Luca Salvetti, a sottolineare il forte
legame tra l’opera e la comunità livornese.
Per anni il nome di Patrizia Villa ha attraversato le piazze e i dibattiti pubblici come una voce lucida e combattiva, simbolo di impegno sociale e di battaglie civili condotte senza arretrare di un passo, sempre dalla parte dei più fragili.
Oggi quella stessa voce sceglie un’altra forma, più intima ma non meno incisiva. In questo romanzo, infatti, con una scrittura evocativa e visiva, Pat Villa accompagna il lettore tra luoghi carichi di magia e figure indimenticabili, restando fedele ai temi che da sempre caratterizzano la sua voce: la forza delle donne, la memoria storica e quell’anima salmastra che permea ogni parola.
Un passaggio che non rappresenta un cambio di rotta, ma un’evoluzione naturale, in cui l’urgenza civile si trasforma in racconto, memoria e profondità emotiva.
Il romanzo
Molto e molto poco
Livorno, fine anni Cinquanta: Giorgio Morandi è un giovane diviso tra una vita che lo soffoca e un desiderio ossessivo di altrove.
L’America
diventa l’unica via di fuga: un luogo dove ricominciare senza rispondere alle
domande più scomode. Giorgio parte, lasciandosi alle spalle una donna e una
bambina che impara a rimuovere più dalla memoria che dalla coscienza.
Quando un viaggio di lavoro lo riporta in Italia, il ritorno si trasforma in una dolorosa presa di coscienza: l’incontro con la figlia mai conosciuta incrina l’equilibrio su cui aveva costruito la propria sopravvivenza. Non c’è redenzione, ma una zona grigia fatta di desiderio e rifiuto, paura e attrazione, dove l’amore paterno assume forme contraddittorie e inquietanti.
Ambientato nella Livorno del secondo Dopoguerra, il libro racconta una città che rinasce dalle macerie attraverso la vicenda di Giorgio Morandi, giovane diviso tra una vita che lo soffoca e il sogno dell’America. La fuga oltreoceano sembra offrirgli una nuova possibilità, ma il ritorno in Italia e l’incontro con la figlia mai conosciuta incrinano le certezze costruite negli anni. Ne emerge una storia intensa, sospesa tra memoria, rimozione e contraddizioni dell’amore paterno.
Per anni il nome di Patrizia Villa ha attraversato le piazze e i dibattiti pubblici come una voce lucida e combattiva, simbolo di impegno sociale e di battaglie civili condotte senza arretrare di un passo, sempre dalla parte dei più fragili.
Oggi quella stessa voce sceglie un’altra forma, più intima ma non meno incisiva. In questo romanzo, infatti, con una scrittura evocativa e visiva, Pat Villa accompagna il lettore tra luoghi carichi di magia e figure indimenticabili, restando fedele ai temi che da sempre caratterizzano la sua voce: la forza delle donne, la memoria storica e quell’anima salmastra che permea ogni parola.
Un passaggio che non rappresenta un cambio di rotta, ma un’evoluzione naturale, in cui l’urgenza civile si trasforma in racconto, memoria e profondità emotiva.
Molto e molto poco
Livorno, fine anni Cinquanta: Giorgio Morandi è un giovane diviso tra una vita che lo soffoca e un desiderio ossessivo di altrove.
Quando un viaggio di lavoro lo riporta in Italia, il ritorno si trasforma in una dolorosa presa di coscienza: l’incontro con la figlia mai conosciuta incrina l’equilibrio su cui aveva costruito la propria sopravvivenza. Non c’è redenzione, ma una zona grigia fatta di desiderio e rifiuto, paura e attrazione, dove l’amore paterno assume forme contraddittorie e inquietanti.

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