"La chianca" di Giovanni Taranto è più di un semplice giallo, è un noir articolato che affronta temi pesanti
La
chianca di Giovanni Taranto, per Avagliano editore,
è più di un semplice giallo, è un noir articolato che affronta temi pesanti
Una
farfalla blu sui fianchi neri del Vesuvio. È il simbolo di un club privé dove
camorra e mala dell’Est gestiscono un traffico di carne umana. Schiave del
sesso reclutate a centinaia col miraggio di una nuova vita, e poi vendute,
fatte a pezzi nel corpo e nell’anima come in un’immensa “chianca”, macelleria
di esistenze e speranze. Il capitano Mariani, che indaga sui tentativi della
camorra di mettere le mani sugli appalti miliardari per gli impianti di
depurazione del Golfo, deve al contempo tentare di arginare quell’orrendo
commercio. A complicare le cose, le morti sospette di un consigliere
provinciale e di sua moglie. Ma non è finita. Qualcuno inizia a sgozzare
giovani prostitute. Una sopravvissuta, più volte ferita, viene messa sotto
protezione: unica a poter identificare il killer, rischia la vita. Le viene
dato asilo in caserma. Nella lista degli indiziati finiscono prima un medico ed
ex amministratore locale, che ha fatto perdere le proprie tracce, poi,
addirittura, qualcuno fin troppo vicino a Mariani. Si temono fughe di notizie
dalla Compagnia verso i clan, o peggio. Nel frattempo, anche grazie alle
inchieste dell’amico nerista Gianluigi Alfano, il capitano prepara un blitz per
catturare gli schiavisti, gestori del traffico di donne. Indagini altalenanti,
fra fallimenti e colpi di scena, porteranno a identificare l’ennesima vittima
designata della lama assassina. Una corsa contro il tempo per Mariani che, per
salvarla, dovrà confrontarsi con una verità che non avrebbe mai potuto
sospettare.
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