“L’interprete” di Veronica Santoro catapulta in uno dei periodi più bui della storia italiana: 1943-1945. L’amore, l’unico appiglio a cui si aggrappano i protagonisti del romanzo, sarà abbastanza? Edito da Ponte alle Grazie

 

Di Alessandra Sigillo

Verona, 1943-1945. L’Italia centrosettentrionale è occupata dall’esercito tedesco, mentre la città oscilla tra resistenza e collaborazione, una donna di nome Delia Zorzi, figlia di un’importante famiglia fascista, viene reclutata dal comando nazista come interprete. Da qui il titolo del romanzo di Veronica Santoro, L’interprete, pubblicato da Ponte alle Grazie.
Una storia fatta di intrighi, menzogne, finte lealtà e fiducie tradite. Delia abita in una zona grigia dove non può esporsi, deve obbedire e svolgere ciò che le dicono, divisa tra doppie e triple realtà: da una parte svolge il compito di interprete per soddisfare il volere del padre e dunque obbedendo agli ordini degli ufficiali delle SS, assumendo il ruolo di spia e tradendo gli amici; dall’altra parte c’è Carlo, il fratello ribelle che ha deciso di voltare le spalle al padre fascista e autoritario per unirsi ai partigiani, insieme ad Andrea, il fidanzato disertore (primo amore di Delia). La ragazza farebbe qualsiasi cosa pur di proteggerli.
A complicare tutto però è l’ufficiale delle SS, Thomas, un animo cupo, tormentato, dal passato indecifrabile, una personalità intrigante per Delia, ma allo stesso tempo da tenere lontano: l’interprete ci riuscirà o il fascino dell’ignoto avrà la meglio?
Anche Thomas si interroga sulla figura di Delia; è preoccupato del giudizio che ella possa avere su di lui, un passato violento fatto di pericoli ed errori imperdonabili, impossibile da cancellare, così come il presente.
Delia, una donna ingenua, la quale non lascia mai trasparire nessuna emozione, all’inizio della storia definita anche “non sana di mente” perché non sposata e allo stesso tempo una donna colta, si ritroverà ad essere una spia per mano dei tedeschi, la ragazza ingenua di cui nessuno sospetta.
Attorno a lei ruotano circostanze e personaggi che la costringono ogni volta a decidere da che parte stare, camminare sulla strada del desiderio o proseguire sul sentiero della sopravvivenza?
Mentre gli eventi storici incalzano, i bombardamenti angloamericani, l’orrore della deportazione, la fame, i partigiani uccisi, la giovane donna dovrà fare i conti solo sulla propria integrità e sul proprio coraggio.
La penna della scrittrice è reale, viva, come la sua storia che descrive appieno un periodo storico complesso e ci restituisce una vicenda piena di colpi di scena che vi porterà a chiedervi pagina dopo pagina di chi sia giusto fidarsi o meno.
Un romanzo storico, spy story, storia d’amore, L’interprete di Veronica Santoro è un romanzo che ci permette di osservare come la guerra porti orrore nelle vite di ciascuno, rompendo equilibri, trascinando nel caos tutto ciò nel quale si crede e al quale ci si sostiene per vivere. L’amore, l’unico appiglio a cui si aggrappano i protagonisti della nostra storia, sarà abbastanza? Forse. Anche se non scegliamo chi amare, possiamo fare in modo che esso ci mostri la via della salvezza.
 
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