“I racconti di un cane camorrista” di Pasquale Ferro, consigliato a chi cerca storie non convenzionali
Di Alessandra Sigillo
Un cane, sì,
proprio ad un cane è affidato il compito di narrare questa storia, originale
proprio perché osserviamo tutto da un punto di vista insolito. In I racconti
di un cane camorrista, di Pasquale Ferro, edito da Il mondo di Suk Libri,
il protagonista racconta la realtà criminale con uno sguardo lucido, ma allo
stesso tempo ingenuo. Proprio perché, essendo un cane, riesce a mettere in
evidenza contraddizioni, violenze e assurdità che spesso gli esseri umani
finiscono per normalizzare. Il risultato è un racconto che alterna momenti
ironici ad altri più duri e riflessivi.
Dunque, cosa
aspettarsi? Non è un libro “leggero” nel senso classico, perché tratta temi
forti come criminalità, potere e degrado sociale, ma il tutto viene trasmesso
con uno stile accessibile e spesso inedito. Il punto di vista animale rende la
narrazione più immediata e a tratti anche emotivamente coinvolgente.
Perché leggerlo? Sicuramente per l’idea narrativa fuori dagli schemi, per riflettere sulla realtà della camorra da una prospettiva diversa e per una lettura breve eppure significativa che lascia qualcosa su cui pensare. È consigliato a chi cerca storie non convenzionali e a chi vuole avvicinarsi a temi sociali importanti, abbandonando la solita impostazione tradizionale.
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